A seguito delle ammissioni dell’on. Luxuria, che candidamente ha confessato di aver fatto ricorso alla chirurgia estetica, il ministro della Salute, on. Livia Turco, ha dichiarato: «Non ci trovo niente di scandaloso nel riconoscere ai transessuali maggiori attenzioni da parte del servizio pubblico. L'intimità della persona va rispettata e, quindi, credo che il nostro sistema sanitario debba fare uno sforzo. E' una questione di etica». Parole chiare che ci fanno sentire distanti anni luce le critiche riservate ai lifting del Cavaliere e che entro maggio si tramuteranno in un disegno di legge con il quale si cercherà di rendere più accessibili, sul piano della rimborsabilità, gli interventi per transitare da un sesso all'altro.
Che una legge del genere fosse necessaria e imprescindibile è chiaro a tutti e bene ha fatto, quindi, il ministro Turco a pensarla, del resto l’intimità è pur sempre l’intimità. Ognuno di noi, guardandosi allo specchio, ha il diritto di piacersi e di sentirsi in pace con se stesso e proprio per questo è necessario scrivere al ministro per chiedergli di estendere il beneficio a tutta la popolazione: anch’io così, grazie alle tasse pagate dai contribuenti, potrò finalmente armonizzare tutte quelle parti del mio corpo che proprio non mi garbano.
Se infatti felicità deve essere, come promise Prodi durante la campagna elettorale, che lo sia per tutti!
