Le pesanti implicazioni che il caso Eluana ha sulle nostre esistenze e sull’intera società devono indurci a non sottovalutare e ad approfondire, quanto più possibile, tutti i fattori che con esso risultano in gioco. 
1) Rubo dall’ottimo blog “leguerrecivili. splinder:
“Il Pd è senza dubbio il maggior partito nella parte più acculturata del Paese, una forza non certo residuale. E’ il primo partito tra gli italiani che leggono libri, che leggono i giornali. Ed è molto difficile che chi governa possa cambiare le cose senza il consenso attivo dell'elettorato di centrosinistra”. Insiste D’Alema: “E’ vero che il centrosinistra è minoranza, ma è una minoranza che rappresenta la classe dirigente del Paese in tutti i campi”.
Alla fine della lettura mi è scappato un "heil hitler"! Poi, quasi quasi, in piedi sulla sedia, mi sarei messo a cantare il...sinistro "ueber alles".
Riflettendo, più corretto sarebbe "ein liter"! Il marinaretto, alla mattina, ritto sulla coffa, inizia la giornata con una fiasca di "primitivo".
2) Preso da informazione corretta.it
“Ad Amsterdam, un oscuro "cartoonist", gia' grande amico di Theo VanGogh, dal curioso pseudonimo di Gregorius Nekschot, in onore di Gregorio IX del XIII sec. un papa famoso per le sue persecuzioni contro gli eretici, sospettato di disegnare sulla sua website irriverenti caricature di musulmani e di altre minoranze, è stato arrestato, da sei poliziotti in abito civile, due in uniforme e da tre funzionari del Ministero di Grazia e Giustizia, un arresto che ha scatenato proteste nel parlamento olandese”.
Una volta, gli autoctoni della terra bassa, erano modello di tolleranza ed ironia.
Magnifici costruttori di dighe, notevoli mignotte in vetrina, strepitoso oude jenever.
Da qualche anno, i nostri, mettono in vetrina l’intolleranza, il razzismo al contrario, la vigliaccheria ed il più squallido e basso, noblesse oblige, opportunismo, naturalmente politicamente corretto ed europeo.
Ragazzi, datemi retta, tornate a dedicarvi all’esibizione dei puttanoni, magari con un mazzo di tulipani, lì è il vostro luminoso ed integrato futuro europeo. Dimenticavo le forme di Goudse kaas.
Aggiunta, in corso d’opera
Un telegiornale trasmette che un figlio di Marianne (francese) sbatte la figlia, di 4 anni, sui marmi dell’"altare della patria" (pour la grandeur, n’est pas?).
La figliolina è in rianimazione. I medici: se vive, danni irreversibili.
Mi convinco, sempre più, che non si debba parlare di Erode il grande, ma del misericordioso.
Lui i bambini li ammazzava solo sino ai 2 anni e subito.
Oggi il Vangelo: il mondo è un grande campo, tutti vi seminano, chi bene e chi male. Molti, magari, lo fanno anche gratis, ma si sono scordati l’amore Dei. Arriverà il tempo della raccolta.
Triario
La domanda, che un autore di 2500 anni fa ha lasciato scritto in un salmo, è ancora attuale. Cos’è un uomo? E’ da questa risposta che si può poi decidere cosa farne quando quest’uomo non riesce più a camminare, parlare, agire.
Esistenza deriva da ex + sistentia, che vuol dire avere l'essere da un altro. Dipendere. Se non si vuole dipendere, allora è appena normale che si voglia eliminare chi può solo dipendere.
Spesso chi ha potere pensa allora di potere dire cos’è un uomo – o cosa non è un uomo, di avere in mano la sua e-sistenza. Può essere un giudice, un politico, e possiamo essere anche noi.
Ma la nostra e-sistenza, dipende veramente solo da altri uomini? Vorremmo veramente che l’essere, o non essere, uomini dipenda solo da altri uomini? Cos’è l’uomo, perchè noi ne abbiamo cura?
Di seguito troverete lettere che ripropongono domande sul caso Englaro. Perchè la domanda è per tutti noi.
SamizdatOnLine
e-mail inviata ad Avvenire e Il Foglio 15 luglio:
Caro direttore,
Quando la morale si trasforma in moralismo inevitabilmente è costretta a tagliare pezzi interi di realtà dal proprio orizzonte; un moralismo che si alimenta di un mortifero nichilismo è spesso costretto a cadere in contraddizione.
Come ha affermato Eugenia Roccella, in una recente intervista, «nessuno permetterebbe che un bene materiale, una casa, ma anche solo un'auto, passasse in eredità senza un testamento scritto, con tanto di bollo notarile, mentre per lasciar morire una persona bastano un paio di frasi dette davanti a qualcuno»: se non è ideologia nichilista questa, non si capisce cosa possa esserlo.
E' terribile il senso di impotenza che si prova dinnanzi a quella che viene sentita come un'evidente ingiustizia, perpetrata proprio da coloro che la giustizia dovrebbero amministrarla in nome del popolo e del bene comune. Fatti tutti gli scongiuri del caso, se Eluana morirà nel modo atroce che le è stato prospettato un fatto imponente e tragico s’imporrà ai nostri occhi: chi potrà considerarsi al sicuro dinnanzi all’uomo che si sostituisce a Dio? Nel caso specifico: chi potrà evitare di divenire una potenziale vittima di giudici i quali, smettendo di curare l'applicazione delle leggi, sempre più si stanno ponendo come forza che vuole egemonizzare, nel senso di guidare, la società andando proprio contro di essa e il suo sentire comune?
Sono proprio questi i motivi che giovedì 17, aderendo all’appello lanciato da Il Foglio e da Tempi, non potranno non spingerci ad essere tutti presenti, almeno idealmente, in piazza Duomo a Milano: consegniamo una bottiglia d’acqua perché la povera Eluana Englaro non muoia di sete e per gridare a gran voce che né un giudice, né nessun altro può sostituirsi alla sua volontà e alla volontà di ogni singolo essere umano
Tempi duri e di instancabile preghiera ci aspettano.
Quante Englaro nelle corsie
Sul caso di Eluana Englaro segnalo il lucido comunicato stampa di Medicina e Persona. Chi volesse approfondire il tema può trovare molti altri spunti. Sono un po' in imbarazzo perché le cose vere e serie sono già state dette meglio di quanto non possa fare io; ma ci sono delle domande che mi rodono dentro.
Eluana è una signora in coma vegetativo, ma le motivazioni addotte per giustificare l'interruzione dell'alimentazione nel suo caso potrebbero valere per molti altri. Nelle corsie degli ospedali e delle case di riposo ci sono moltissime persone anziane affette da demenza all'ultimo stadio; rattrappite, piene di decubiti, non riconoscono più nessuno, sono alimentate e idratate con il sondino nasogastrico o con la "PEG" (un tubicino che esce direttamente dallo stomaco attraverso la parete addominale). Tutti casi di "accanimento terapeutico" da interrompere? ...
Insieme per Costruire
Le spine di Eluana
Si fa presto."Staccate la spina". In gergo l'espressione si riferisce alla interruzione della ventilazione meccanica relativa a dun paziente in rianimazione. Si può, legalmente, staccare la spina? SI, se si é accertata la morte cerebrale (con la cessazione di tutte le funzioni dell'encefalo) e il paziente, ad esempio, non é potenziale donatore di organi.
Ma Eluana Englaro respira da sola, autonomamente, adeguatamente. "senza ingombro tracheobronchiale" come si legge nella sentenza dei giudici di Corte di appello di Milano (pag 15).
Si fa presto. "Stop alle macchine". Neanche fossero le rotative di un quotidiano ...
Vino e Mirra
Dove siete?
Luxuria, Grillini, sodali, passivi, attivi, ambidestri ed allora?
Una povera decerebrata, in una pubblica e monumentale piazza, ha evocato/invocato infernali e turpi frocioni.
Signori (o signore?), voi per un semplice frocio, solo dal sen sfuggito o messo nelle barzellette (satira?), scatenate le piazze, i tribunali, la repubblica tutta.
Si dice che nella vostra confraternita, ci siano i passivi, gli attivi e gli ambidestri.
In questa vicenda pare che i passivi abbiamo il coltello per il manico o forse altro. O no?
Triario
P.S. Eterno dilemma: dante, prendente, ambo? Tombola!
La stupefacente cassazione ha decretato che il Rasta non commette reato fumando la cannabis, in quanto mezzo per avvicinarlo alla divinità.
Io che non sono Rasta ( ne tantomeno pede), mi avvicino alla divinità fumando pipa e toscani.
Attendo sentenza che stabilisca che il cancro è illegittimo.
Pensare che al cattolico, per avvicinarsi alla divinità, è concesso solo del pane azzimo.
Attendo sentenza che sancisca la benemerenza dei panettieri.
Attendo, ancora, sentenza che legittimi l'approccio posteriore alla divinità, del pederasta, quale intima e ripetuta spinta.
Triario
P.S. Fede Rasta, è vero che in siculo suona iar ruso? O no?

Scriveva Confucio: i vasi vuoti fanno un grande rumore.
Come avrà fatto a prevedere i Walter, i Tonino, i girotondi?
Per sviluppare: consegue che se riempiamo i vasi, profeticamente sunnominati,
di cacca il rumore scemerà. Si, ma come la mettiamo col fetore?
In sunto: far rombare il vuoto o fetere il pieno?
Ecco il programma, l'essere, dei sunnominati.
Triario
Ringraziamo una volta tanto alcuni opinionisti di importanti organi di stampa: Antonio Polito, direttore del Riformista, Ernesto Galli Della Loggia, Massimo Franco e Piero Ostellino del Corriere della Sera, Stefano Folli del Sole 24 Ore, ed altri che finalmente si sono decisi a prendere atto di una verità evidente e a diffonderla nella pubblica opinione.
Dunque, è ufficiale: Silvio Berlusconi non è il problema del caso Italia con il suo gigantesco conflitto di interessi e con l’altrettanto gigantesco conflitto con la magistratura italiana. I problemi esistevano prima di lui e non svanirebbero con il suo abbandono della politica.
Proviamo ad elencarne alcuni, quelli che le vicende di questi giorni rendono maggiormente evidenti.
Primo: se non è normale che il presidente del consiglio sia il padrone di quasi il cinquanta per cento della televisione del suo Paese, altrettanto anormale è che la grande stampa sia nelle mani di industriali, finanzieri e banchieri che li usano per i loro interessi al pari di Berlusconi.
Secondo: è anomala una magistratura che agisce, per larga parte, come soggetto politico. Se ne è accorta, finalmente, anche la stampa straniera. Lode al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha fatto naufragare l’ennesimo tentativo, da parte del CSM, massimo organo di autogoverno delle toghe, di prevaricare le competenze del Parlamento nel settore legislativo.
Terzo: non è assolutamente accettabile una sinistra costretta a contendersi i consensi con Antonio Di Pietro assecondando gli umori giustizialisti più retrivi di parte dell’elettorato. Purtroppo Di Pietro, ancorché imbevuto di cultura reazionaria, è figlio legittimo di questa sinistra. Una sinistra che invece di pensare a conquistare il potere con idee innovative ha perseguito e non riesce ad abbandonare la via giudiziaria al governo.
Dunque, queste sono le anomalie da risolvere se vogliamo un Paese normale, nel quale, senza drammi, le varie forze politiche si alternano al governo. Per risolverle è necessario che ciascuno faccia la propria parte. Berlusconi impegnandosi soprattutto alla realizzazione del programma presentato agli elettori che lo hanno premiato; e, per quanto riguarda i problemi della giustizia, facendo immediatamente seguire ai provvedimenti, giusti, che mettono temporaneamente al riparo le massime cariche dello stato dalle incursioni della magistratura ( come avviene in tutte le democrazie), riforme di più ampio respiro quali la separazione delle carriere e l’abolizione della presunta obbligatorietà dell’azione penale. La sinistra rinnovandosi e depurandosi delle scorie accumulate negli undici quindici anni, abbandonando altresì la tentazione della via giudiziaria al potere. Tutti, impegnandosi a varare nuove regole del gioco e a rispettarle.
C’è spazio, in questo processo, anche per quelle forze che, escluse da parlamento, non intendono rinunciare al diritto di contribuire con loro peculiari proposte. In particolare, il PS che si accinge a celebrare il suo congresso a Montecatini Terme, ha l’occasione per rilanciare la prospettiva di un soggetto nuovo che tragga ispirazione e linfa dalla contaminazione con la cultura laica e liberale.
A condizione che abbandoni il piccolo cabotaggio per la sopravvivenza e si decida a volare molto più in alto rispetto allo striminzito risultato elettorale.
Tratto da Pensalibero.it

E ammissibile, forse sì, visto che ce l'hanno mandato, ma sicuramente intollerabile e non dignitoso che un parlamento occidentale sopporti/supporti un ex sbirro, ex magistrato, la cui pubblica carriera è un mistero, con la nera bisaccia gonfia di odio?
Può un parlamento ridursi a truogolo per coprofagi e coprofili?
La munnezza, già parte del territorio, è ora parte della costituzione?
di Paolo Guzzanti
Scena: il Parlamento madrileno, le Cortes. Zapatero siede sui banchi del governo. Due commessi fanno entrare un uomo con la faccia da impiegato. Si siede, ma lo fanno rialzare: «Stia pure in piedi, davanti alle Cortes Generales», dice Zapatero.
Cinque deputati dell’apposita commissione cominciano a interrogarlo e lo fanno sudare. Lui compulsa carte, spiega, nega, si riprende, si fa riprendere. Che cosa succede? Succede che il Parlamento spagnolo ha chiesto conto a un magistrato del suo operato e ha voluto verificare la sua subordinazione alla suprema autorità delle Cortes. Nei palchi, belle spagnole si fanno vento con grandi ventagli e una di loro lancia un fiore al primo ministro: «Viva Zapatero!».
Un sogno? No. La Spagna di Zapatero, dopo aver sorpreso l’Europa con una politica energica contro gli immigrati illegali e clandestini contro i quali ha fatto intervenire i brutti ceffi del Terceiro de Estranjeros è decisa a far funzionare il principio secondo cui soltanto il Parlamento detiene il potere, l’unico potere che esiste in una democrazia parlamentare elettiva, mentre i giudici sono soltanto una parte dell’apparato impiegatizio dello Stato che in nome e per conto delle Cortes, rispettosamente, applica le leggi. Un sogno? Sì, un sogno spagnolo.
E in Italia? Oh, l’Italia, come ha ricordato Cossiga in Senato, è l’unico Paese in cui la sinistra si batta per il primato dei giudici sul Parlamento che la sinistra italiana vorrebbe – possibilmente – in galera. Anche nella Francia controrivoluzionari a l’aristocrazia voleva i deputati in ceppi e i giudici in trionfo: ovunque siano esistite parrucche, reazionari col codino e controrivoluzionari , là i giudici sono stati portati in trionfo e gli eletti dal popolo in galera. La sinistra italiana non è soltanto arretrata: è reazionaria. Non sveliamole in un sol colpo quanto è fascista, altrimenti si arrabbia.
In Italia e soltanto in Italia un giudice può dire: «Io al primo ministro gli faccio un c... così, gli do sei anni e poi voglio vedere come governa». In Spagna un tal giudice, anzi giudichessa, sarebbe appesa per i pollici davanti alle Cortes Generales e ancora starebbe lì balbettando, implorando, sapendo di essere perduta per sempre.
Ma questa invece è l’Italia, e questa la sinistra italiana, che non discende dall’illuminismo ma dall’albero, rompendosi le noci di cocco sulla testa e sognando la democrazia in manette.
Tratto da Il Giornale del 27 giugno 2008